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Strano ma Londra… Fazi Editore: l’e-book incriminato

Fare un buon libro di carta implica saper fare un buon e-book?

Il passaggio al digitale non implica una qualità automatica del contenuto digitale (il file ePub/Mobi, l’e-book in sé) per quegli editori che fanno bei libri di carta, anzi direi che gli editori non sanno fare gli e-book, fino a prova contraria. Per ora ho riscontrato che editori che sanno il fatto loro sono Quintadicopertina, WePub ed Edizioni E/O. Quando devo comprare un loro e-book lo faccio senza pormi alcun problema. So che lavorano bene e so che ascoltano i suggerimenti dei lettori.

Tra l’altro, il problema del fare “male” l’e-book non si pone se l’editore è pronto ad ascoltare un lettore e a migliorare e a fornire al lettore la nuova versione corretta… Certo dipende dall’errore. Però torniamo a noi, dicevo non diamo mai nulla per scontato quando si tratta di e-book. MAI. Non tutti gli editori che sono sui social network la pensano allo stesso modo. C’è chi lo usa per mettersi in contatto e ascoltare i lettori e chi lo fa a mo’ di estensione della newsletter per comunicare unicamente uscite della casa editrice e chi è a metà tra le due cose.

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